New York durante il Thanksgiving ha un’energia tutta sua: non importa quante volte tu abbia già visto la città in foto o nei film, viverla dal vivo, con i suoi odori, le sue luci e, soprattutto, con la sua pioggia che sembra non voler smettere mai, è tutta un’altra cosa.
Il nostro viaggio di gruppo è iniziato sotto il segno dell’entusiasmo. Già sull’autobus che ci portava da Pinerolo verso l’aeroporto di Torino, si respirava un’aria di festa. C’era chi condivideva storie di precedenti viaggi, chi già sognava lo shopping sulla Quinta Strada e chi, tra una chiacchiera e l’altra, provava a immaginare come sarebbe stata la famosa parata di Macy’s. Spoiler: bagnata!!
Appena arrivati a Manhattan, ci siamo subito resi conto di una cosa: la città non dorme mai, ma noi sì!
I primi giorni sono stati un turbinio di emozioni: Times Square con le sue luci abbaglianti, Central Park ancora vestito dei colori autunnali e il Rockefeller Center già illuminato per Natale, con l’albero gigante che sembrava dire: “Benvenuti nel cuore delle feste!”.
Ma l’esperienza clou, quella che nessuno di noi dimenticherà mai, è stata la famosa parata del Thanksgiving. Immaginate la scena: sveglia all’alba, cioccolata calda in mano e una lunga attesa sotto una pioggia battente. Sì, perché se New York ha deciso che devi vivere un’avventura epica, lo farà fino in fondo. Nonostante gli ombrelli ribaltati e i cappotti fradici, il momento in cui i palloni giganti hanno iniziato a sfilare è stato puro incanto. Vedere Snoopy e SpongeBob galleggiare sopra le nostre teste, circondati da musica e coriandoli, ci ha fatto dimenticare il freddo – almeno per un po’.
Dyker Heights ci ha lasciati a bocca aperta: un quartiere intero trasformato in un villaggio natalizio, con renne illuminate, Babbi Natale giganteschi e decorazioni che avrebbero fatto impallidire perfino il Grinch.
New York ci ha accolti con tutte le sue contraddizioni: frenetica e romantica, rumorosa e magica, piovosa e scintillante. E noi, come veri newyorkesi per una settimana, abbiamo imparato a camminare veloci, a gestire gli ombrelli ribelli e a dire “coffee” come se fossimo del posto.
Tornati a casa, ci siamo portati dietro ricordi che dureranno per sempre, foto imbarazzanti sotto la pioggia e, soprattutto, la voglia di tornarci ancora.
Perché New York non è solo una città, è un’emozione!